Atto terzo: La danza del Fato

Kydoime e i suoi quattro compagni d’arme presero a seguire la pista e si diressero a ovest attraverso la Savana Lycaciana fino agli scoscesi Calanchi Bestariani, un fetido pozzo nero di Banebrood. La bestia era più veloce di loro e guadagnava sempre più terreno ma Kydoime era sicura che fosse fuggita verso i calanchi.

Due settimane dopo si avvicinavano al limitare delle Malaterre Bestariane e incapparono in un accampamento di un clan di Amazzoni. Kydoine sperava di trovare aiuto in quel luogo ma come mise piede all’interno dell’accampamento si rese conto di aver commesso un errore madornale. Era l’accampamento della tribù di sua madre. Nessuno si rese conto dell’identità di Kydoime ma fu portata comunque al cospetto della matriarca per rendere conto della sua presenza; in quei giorni la guerra tra le tribù era una cosa comune e le spie non erano di certo le benvenute.

“Chi sei tu e a quale tribù appartieni?” chiese conto la giovane Matriarca. Kydoime scorse velocemente la stanza, mormorò una silenzioa preghiera a Venata e si giocò il tutto per tutto con le parole che seguirono.

“Io sono Kydoime ma qualcuno di voi mi conosce come “la Maledetta”. Mercenaria, pirata, uccisore del Demonzanna di Tarmanthia, figlia della Regina Myrina delle Spose del Sangue e sono tornata a casa!”.

Si sarebbe aspettata un putiferio, invece un silenzio attonito e occhiate inquiete riempirono la stanza. La matriarca ruppe il silenzio “Per quale motivo sei venuta, a reclamare il tuo diritto di sangue?”.

“Non ho alcun interesse per i titoli, la ricchezza o la mia eredità. Nemmeno desiro potere, vendetta o giustizia contro chi ha tradito la mia stirpe. Sono qui per guidarvi verso la redenzione. Per il peccato di regicidio e il tradimento verso la vostra regina vi ritengo responsabili e vi offro l’assoluzione se porterete finalmente a compimento il dovere a cui le vostre madri si sono sottratte”.

“Ti ascoltiamo, Kydoime la maledetta, figlia della Regina folle Myrina” rispose la matriarca.

“Ventisette soli or sono la nostra tribù fu decimata dall’abominio conusciutocome la Chimera. Tutte voi conoscete la storia.

Quella bestia vive ancora e si aggire nelle vostre terre in questo stesso istante. Le vostre madri ebbero l’opportunità di uccidere l’abimonio ma sono venute meno. Adesso il fato ha servito un’occasione di redenzione alle Spose del Sangue.

Vi dimostrerete risolute ove loro hanno tremato? Vi dimostrerete leali ove loro hanno tradito? Rimedierete al loro torto e riconquisterete il vostro onore e il vostro orgolio?”.

Kydoime non se ne rese conto, ma un alone di luce divina brillava intorno a lei, perfino gli dei si erano fermati ad ascoltare.

Una giovane vergine guerriera si fece avanti e gettò la lancia ai piedi di Kydoime.

“Io Elysia, figlia di Ophelia, metto la mia lancia al tuo servizio Kydoime. Per i peccati delle nostre madri”. Le parole di Elysia innescarono una cascata di lance ai piedi di Kydoime. La matriarca si alzo in piedi e pe mise una mano sulla spalla “Anche io metto la mia lancia al tuo servizio, Kydoime, porta alla redenzione le Spose del Sangue”.

Tre settimane dopo le eroine sopravvissute, dopo essersi fatte strada attraverso i calanchi infestati di Banebrood, si acquattavano intorno al perimetro della caldera di un vulcano spento.

La Chimera sedeva al centro in gabbia in un pozzo e circondata da una banda di Banebrood. Kydoime giurò che questa volta la Chimera non le sarebbe sfuggita.

Appena la sua banda raggiunse il fondo del cratere Atharax si levò inumanamente eretto in tutta la sua statura. Con inaspettata calma strappò dalla sua cintura una testa di donna legata per i capelli. Accostò la sua bocca al collo mozzato e vi soffiò facendo vibrare le corde vocali. Si sentì un urlo strozzato e macabro ma evidentemente efficace come richiamo di guerra. I banebrood nascosti nelle caverne laviche conversero su Kydoime mentre dal pozzo rumori di una scalata freneticha si librarono nell’aria.

Kydoime si guardò intorno costernata ma la sua determinazione non fu altro che aumentata.

“Vive o morte” urlò alle compagne “Questo giorno sarà ricordato per secoli!”

Gioca l’ultima missione “VENDETTA!“, trova il tuo destino.